News

Migliorare la sostenibilità nella gestione del vigneto

Pubblicata da Opera il 28/02/2014

 

L’indicatore Vigneto valuta la sostenibilità della gestione agronomica dell’azienda, analizzando quattro sotto indicatori principali (Difesa, Concimazione, Lavorazioni e Paesaggio) e due derivati (Fertilità ed Erosione), sulla base dei dati raccolti nelle aziende.
Dall’analisi dei risultati delle aziende pilota, che hanno permesso loro di ottenere le certificazioni, è possibile fare un primo bilancio dei punti di forza e delle criticità emersi nella valutazione della performance di sostenibilità.
In tutte le analisi effettuate, la sostenibilità della Difesa ha conseguito degli ottimi giudizi, perché questo è uno dei settori in cui da più tempo le aziende si sono impegnate per migliorare la sicurezza dei propri operatori e dei propri prodotti e, di conseguenza, per rispondere sempre meglio alle richieste dei consumatori. La maggior parte delle aziende viticole italiane, infatti, da almeno vent’anni è coinvolta in programmi regionali di lotta integrata e una parte di esse utilizza i metodi e gli strumenti dell’agricoltura biologica.
Anche per quanto riguarda la Concimazione, i risultati ottenuti sono stati ottimi per tutte le aziende analizzate. A questo risultato concorrono sicuramente più fattori. Il primo è l’attenzione rivolta alla qualità del prodotto finale e quindi alle reali esigenze dei vigneti in funzione degli obiettivi produttivi; questo evita gli eccessi, in particolare nelle concimazioni azotate. Il secondo è la sempre maggiore diffusione di cover crops (colturae di copertura) o di inerbimenti permanenti contenenti leguminose nel miscuglio: essi riducono i fabbisogni di azoto e ne regolano il rilascio nel terreno, evitando gli eccessi che possono inquinare i corpi idrici e contribuire alla produzione di gas serra.
Nonostante la presenza di coperture erbacee temporanee o permanenti nell’interfilare, gli apporti di sostanza organica al terreno spesso non sono ancora sufficienti a compensare le perdite o a colmare i deficit costituzionali del terreno stesso. In molte delle aziende analizzate, il principale apporto di materia organica è costituito dalla trinciatura dei sarmenti, i quali però, per la ricca dotazione di lignina e sostanze polifenoliche, vengono metabolizzati molto lentamente nel terreno e non rispondono ai fabbisogni immediati della coltura. Questo spiega le basse valutazioni ottenute con l’indicatore della Fertilità. Un miglioramento della performance si potrebbe ottenere sottoponendo a maturazione i sarmenti fuori dal vigneto e distribuendo poi il compost ottenuto.
Per quanto riguarda il sotto indicatore Lavorazioni, e in particolare i parametri che stimano il rischio di compattamento del suolo, le valutazioni medie ottenute lasciano ampi spazi di miglioramento alle aziende analizzate. Nelle aziende del Nord-Italia, poste in zone più piovose, i problemi sono legati soprattutto al passaggio delle macchine per i trattamenti e per la gestione della chioma. Rivedere l’organizzazione della gestione, utilizzando strumenti di supporto decisionale che possono aiutare a ridurre il numero di interventi ed evitare, quando è possibile, il passaggio di macchine molto pesanti, può aiutare a migliorare i risultati. Nelle aziende del Centro-Sud italiano, i problemi sono invece spesso legati alla scarsa piovosità e alla conseguente necessità di lavorare il terreno durante l’estate. Questi interventi si ripercuotono anche sull’Erosione, che è l’altro sotto indicatore legato alle Lavorazioni e che è,infatti ,più elevata nei vigneti collinari che vengono lavorati durante la stagione vegetativa. In questi casi, un notevole miglioramento si potrà ottenere con il ricorso a inerbimenti temporanei che proteggono il terreno durante i mesi più piovosi, a pacciamature e, dove è possibile, a lavorazioni a filari alterni.
Per quanto riguarda il sotto indicatore Paesaggio, che valuta l’impegno delle aziende nel mantenimento della biodiversità e nella cura delle aree naturali, i risultati sono mediamente positivi. Gli spazi di miglioramento sono legati alla formazione e sono maggiori nelle aree viticole più specializzate, nelle quali si è avuta una maggiore perdita di biodiversità.


Matteo Monchiero, PhD

Agroinnova


Realizzazione Software: Informatica Ambientale srl - Gestione Grafica: Ovis Nigra