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Integrazione e trasversalità progettuale

Pubblicata da Opera Focus n°5 il 28/02/2014

E’ stato recentemente pubblicato su “Il Corriere Vinicolo(3, marzo) l’estratto di un lavoro svolto all’interno dell’UIV (Unione Italiana Vini) dal professor Eugenio Pomarici, dell’Università degli Studi di Napoli, e dal sottoscritto, per l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Lo studio verte sul confronto fra i diversi progetti di sostenibilità attualmente posti in essere in Italia. L’obiettivo è quello di confrontare iniziative che, pur accomunate dal medesimo fine del miglioramento della sostenibilità, applicano metodologie, indicatori e strumenti tra loro molto diversi. Anche il perimetro di attività aziendale analizzato non è uniforme, come non lo è il livello di attenzione rivolto ai tre pilastri dello sviluppo sostenibile: ambiente, economia e società.
L’analisi condotta ha permesso di evidenziare due aspetti fondamentali:
1) gli elementi che accomunano i progetti di sostenibilità esistenti oggi in Italia testimoniano la convergenza verso modalità gestionali e strutturali comuni e, all’interno dei programmi territoriali, rappresentano in modo soddisfacente le caratteristiche aziendali specifiche;
2) gli elementi di diversità rilevati all’interno di questi stessi progetti mostrano, invece, come sia possibile ipotizzare e mettere in campo interventi di carattere sinergico.
E’ il caso dei progetti TERGEO, con il Manuale delle buone pratiche in vigneto e con la Matrice di autovalutazione del vigneto, e V.I.V.A., con i quattro indicatori di sostenibilità e la conseguente certificazione attraverso l’apposizione dell’etichetta V.I.V.A. sulle bottiglie di vino. I due progetti sono fortemente complementari nella definizione di un modello di assistenza ai percorsi di sostenibilità delle aziende e nella documentazione e comunicazione dei risultati raggiunti. I due programmi, TERGEO e V.I.V.A., potrebbero inoltre essere potenziati – nell’ambito più circoscritto dei progetti territoriali, in regioni ampie come la Sicilia o meno estese come la Toscana – dal programma SOStain, con il ciclo dei miglioramenti continui che un’azienda percorre per raggiungere livelli crescenti di sostenibilità.
Il lavoro svolto sottolinea , quindi, la possibilità di far interagire diversi programmi all’interno di un percorso comune attraverso cui, nel rispetto delle singole specificità, trasmettere ai produttori e ai consumatori di vino italiano, oltre che alle istituzioni, il messaggio chiaro dell’impegno per lo sviluppo sostenibile. Ciò permetterebbe, anche, di recuperare i ritardi accumulati nel nostro paese relativamente alle tematiche della sostenibilità economica e sociale.
Infine, occorre porre la massima attenzione a che l’integrazione dei programmi non si fermi agli aspetti formali della valutazione delle pratiche adottate: è necessario, infatti, che si estenda alla valorizzazione di uno degli elementi fondanti del paradigma dello sviluppo sostenibile che è quello del miglioramento continuo e dell’innovazione, nella ricerca di sempre nuove frontiere, per un utilizzo efficiente e sostenibile delle risorse.






Prof. Ettore Capri
Direttore Centro di Ricerca Opera

ettore.capri@unicatt.it

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