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More than honey

Pubblicata da Opera il 06/02/2014


 

Tra le Alpi lussureggianti, le distese aride della California, il paesaggio postatomico di una Cina industrializzata e le grigie rocce australiane si dipana il viaggio di Markus Imhoof, regista di questo interessante ed affascinante documentario, alla ricerca delle cause determinanti l’attuale morìa delle api in tutto il mondo. Una vera e propria indagine che diventa poesia, nel momento in cui la scoperta delle responsabilità dell’uomo si trasforma in una riflessione filosofica sul concetto di “civilizzazione”. L’ossessione per il guadagno e per la produzione, l’avidità e la paura, la mentalità economica fanno piazza pulita di quello sguardo etico di cui l’uomo è debitore all’ambiente che lo ospita e agli esseri che lo abitano. Il racconto alterna documenti d’epoca a testimonianze dirette e interviste ad apicoltori. L’affezione per l’insetto mellifero di chi vive fra le montagne si deforma nel volto dell’imprenditore californiano che “stressa” gli sciami, trasportandoli da una parte all’altra degli Stati Uniti: in America l’impollinazione è possibile solo importando le api. In Cina, invece, le api non ci sono più. La scomparsa dei passeri, voluta da Mao Tse Tung per impedire la distruzione dei cereali, ha trascinato con sé la scomparsa di tutti gli insetti, tra cui le api: sono gli uomini e le donne, ora, a dedicarsi alla pratica dell’impollinazione.
Tutto è, dunque, “snaturato”. Il paesaggio antropico è un paesaggio di morte. Le api ammalate nei camion americani ricordano altri stermini, altre deportazioni.
L’occhio rispettoso di chi vive tra le Alpi si sposa con lo sguardo curioso dello scienziato che studia il comportamento delle api, rivelando in esse anche la capacità di emozionarsi. Scopriamo l’esistenza di un linguaggio nascosto: le api scodinzolanti che indicano alle compagne il percorso da seguire; scopriamo, anche, che le api assieme costituiscono un unico organismo vivente, di cui ognuna di esse rappresenta una piccola parte destinata a svolgere un compito specifico: l’animale, dunque, è l’ape o lo sciame?
Il piccolo insetto, capace di vita sociale organizzata in ogni singolo dettaglio, è per la Natura strumento indispensabile di sopravvivenza. Per la Natura e per l’Uomo. Arrivate in Occidente “senza visti, senza passaporti”, altre api si mescolano alle nostre ed è ricchezza, se si fa tabula rasa di paure e pregiudizi. Sterminarle o accoglierle?
Metaforica la conclusione: un gruppo di ricercatori australiani studia le caratteristiche genetiche di api mellifere che vivono senza l’aiuto dell’uomo. Api domestiche ed api selvatiche si mescolano. Ecco! Creato l’ibrido, viene trasportato su un’isola deserta: saranno nuovi mostri creati dall’uomo o esemplari di una specie sopravvissuta agli acari, ai pesticidi, agli antibiotici? Il mostro rimarrà confinato ai limiti del Continente oppure una specie sana permetterà al ciclo vitale di non interrompere il suo viaggio?
Terminata la visione di questo splendido documentario* ci si potrebbe chiedere cosa c’entrino le api con la vitivinicoltura. La risposta è nella consapevolezza che ogni intervento dell’uomo sull’ambiente non è mai innocente.


*il documentario è stato presentato alle scuole e cittadini di Piacenza durante il Caffexpò del 3 dicembre 2013
http://www.caffexpo.it/it/events/show/&tid=35


Marianna Lambiase
Insegnante di scuola primaria statale di Roma e Dottore di Ricerca in Lettere
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