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Se un prodotto è “biologico” è anche “sostenibile”

Pubblicata da Opera il 06/02/2014

 

Vino biologico, biodinamico, naturale; vini liberi, vini simbiotici: nel linguaggio della vitivinicoltura ricorrono termini che riportano ai concetti di artigianalità, di sostenibilità e che riconducono al principio di un legame sano e rispettoso con la terra. Da qui il proliferare di certificazioni da apporre sui prodotti, la definizione di standard di qualità e l’ideazione di slogan e messaggi informativi. La comunicazione sulla sostenibilità vitivinicola è un nodo importante che il consumatore è chiamato a sciogliere e di fronte al quale appare disorientato.
Il CaffExpò del 13 novembre 2013, all’interno del Simei di Milano, ha cercato di far chiarezza su tematiche spesso sconosciute ai più (http://www.caffexpo.com/it/events/show/&tid=32).
Gli interventi di Fabrizio Piva (CCPB SRL), Giuseppe Fatti (Ampelidea), sollecitati da Giovanni Sogari e coordinati dal professor Ettore Capri, si sono concentrati sui punti seguenti:
1. una panoramica sul mondo del biologico, modello di agricoltura alternativo a quello tradizionale, regolamentato fin dal 1991 a livello europeo e certificato da organismi di controllo sul territorio nazionale. Nello specifico del settore vitivinicolo, fino al 2012 era sufficiente etichettare il vino biologico come "vino ottenuto da uve biologiche". In tal modo però, non si attestava alcuna regolamentazione delle pratiche enologiche. E’ soltanto a partire dal 2012 che una specifica normativa sancisce le procedure di vinificazione del vino biologico, in campo e in cantina, assicurando il controllo dell’intero processo.
2. il prodotto vitivinicolo biologico italiano costituisce ancora una piccola nicchia di mercato, rispetto alla produzione mondiale che è notevolmente superiore.
La vitivinicoltura sostenibile si basa sui principi del rispetto dell’ambiente, della responsabilità sociale delle imprese e della longevità economica, finalizzata alla crescita di tutta la comunità locale. Se gli studiosi e i produttori di vino manifestano interesse per il tema articolato della sostenibilità, questo non sempre avviene da parte del consumatore che sceglie un prodotto sulla base di criteri diversi, come la marca o il prezzo del vino acquistato. Per favorire la più facile identificazione del vino biologico, e attrarre così il consumatore, sarà apposto sulla bottiglia il logo biologico dell’UE (l’euro foglia). Il logo sarà accompagnato dall’indicazione dell’organismo di certificazione, come strumento di trasparenza e di tracciabilità.
3. un eccesso d’informazioni rischia di creare confusione tra i consumatori.
Le associazioni di produttori, consumatori e policy makers hanno, allora, il compito fondamentale di far chiarezza in un settore che è in continua trasformazione. Un mutamento di rotta nella strategia promozionale delle aziende vitivinicole rispettose dell’ambiente, del territorio e della comunità potrebbe così assumere una importante valenza anche in ambito competitivo.


Giovanni Sogari

PhD Student Agrisystem
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