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Terroir sostenibili

Pubblicata da Opera il 07/02/2014

 

 

 

Terroir è un termine francese che “[…] si riferisce a un’area nella quale la conoscenza collettiva delle interazioni tra caratteri fisici e biologici dell’ambiente permette la sua evoluzione attraverso l’applicazione di pratiche colturali. Questa interazione crea caratteristiche distintive per i prodotti che hanno origine in quest’area. Il Terroir comprende una specificità di suolo, di topografia, di clima, di paesaggio e di biodiversità» (ripreso dalla definizione dell’OIV, l’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino). Ciò conferisce  ai vini prodotti caratteristiche di pregio e tipicità.
La sostenibilità è un concetto complesso e sfaccettato, che assume un modello multidimensionale di sviluppo, ponendo limiti all’intervento dell’uomo e valorizzando la capacità di auto-rigenerazione che la natura stessa possiede. Esso si pone come obiettivo primario il miglioramento della condizione umana dal punto di vista socio-economico e  della qualità ambientale.
Quelli di  terroir e di sostenibilità sono dunque due concetti tra loro molto vicini integrabili attraverso i sistemi di calcolo che prevedono gli impatti sull’ambiente. Tra questi sistemi di calcolo, l’ indicatore Vigneto è stato pensato allo scopo di differenziare le opzioni di gestione della coltura, integrando le conoscenze provenienti da settori diversi come l'economia, l'ecologia, l’ agronomia, la chimica e la fisica. E’ stato così possibile offrire una visione sintetica e organica dell'impatto ambientale del prodotto.
 Due sono i gruppi che utilizzano l’indicatore Vigneto: il gruppo dei consumatori, ovvero gli utenti che acquistano un vino la cui sostenibilità è certificata; il gruppo dei vitivinicoltori, che acquisisce a monte il modello dell’indicatore affinché sia garantita la qualità del percorso di produzione, nel rispetto dell’ambiente e per migliorare le pratiche e le tecnologie adottate.
Sono stati identificati cinque comparti ambientali da proteggere: acqua, aria, suolo, organismi viventi e società e sono, quindi, stati individuati 6 indicatori:
• “Strategia di difesa”: minimizza il rischio ambientale connesso all'uso dei pesticidi.
• “Concimazione” : valuta il rischio degli effetti potenzialmente nocivi (eccesso di nutrienti nel suolo, contaminazione dei corpi idrici, cambiamenti nella biodiversità).
• “Fertilità”: premia chi fa uso dell’inerbimento temporaneo o permanente e chi apporta sostanza organica al vigneto.
• “Compattamento del suolo”: promuove le pratiche che preservano la struttura del suolo e favoriscono la penetrazione di radici e acqua.
• “Erosione”: limita la perdita dello strato superficiale di suolo obbligandone l’inerbimento, almeno temporaneo.
• “Paesaggio”: viene valutato sia in termini strutturali, incentivando la diversificazione e l’introduzione di aree naturali, sia in termini gestionali perché tiene conto della manutenzione.
Gli indicatori sono stati implementati su una piattaforma WebGIS che richiede una conoscenza informatica elementare; permette una facile condivisione delle informazioni tra gli attori coinvolti nel processo di valutazione della sostenibilità; richiede una quantità ragionevole di input, generalmente disponibili sui registri aziendali.
Per migliorare il processo di apprendimento dell’utente si è scelto di utilizzare l'inferenza Fuzzy, il cosiddetto ragionamento “sfumato” che alla dicotomia vero/falso sostituisce schemi che si intersecano: si possono avere, nello stesso tempo, affermazioni logiche non completamente vere e non completamente false. E’ possibile, in tal modo, esprimere da un lato una valutazione definitiva sul grado di sostenibilità raggiunto in un territorio e, dall’altro, permettere al produttore d’individuare la direzione più opportuna verso la quale dirigersi.


Matteo Balderacchi, PhD
Centro di Ricerca Opera

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