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Il Contributo della Ricerca allo Sviluppo Sostenibile

Pubblicata da Opera il 09/01/2014

Nell’ultimo ventennio la sensibilità scientifica, sociale e politica verso le problematiche ambientali è cresciuta significativamente: essa appare strettamente connessa al concetto di sviluppo sostenibile. In anni recenti, l’Unione Europea ha integrato l'obiettivo dello sviluppo sostenibile con un gran numero di iniziative politiche: si è impegnata nella promozione di un’economia definita low carbon, cioè basata sulla conoscenza e sull’utilizzo più efficiente delle risorse; si è fatta promotrice dell’ Integrated Product Policy, ovvero di un approccio integrato alle politiche ambientali teso al miglioramento continuo della prestazione ambientale dei prodotti, il cui fine ultimo è quello di promuovere lo sviluppo di un mercato più ecologico. Il settore ortofrutticolo, in cui è inclusa la vitivinicoltura, contribuisce per il 29% alla PLV agricola nazionale (Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo Rurale, 2010) e rappresenta una delle colonne portanti della produzione e dell’esportazione agroalimentare italiana, per il valore economico e per la qualità del prodotto che esso comporta. Nell'arco di vent'anni, il sistema agricolo italiano ha fatto passi da gigante in termini di sostenibilità: di ciò è indice l'aumento del grado di istruzione e di specializzazione all'interno delle aziende agricole nazionali, stimolato anche dalla crescente attenzione rivolta dal consumatore alle tematiche ambientali.
Tuttavia, il comparto produttivo agroalimentare in Italia è caratterizzato da una fitta rete di piccole e piccolissime aziende agricole che non riescono a trasmettere al consumatore finale il loro impegno nell’assicurare la sostenibilità delle proprie produzioni. Inoltre, le innovazioni tecnologiche e metodologiche, pur se adottate, faticano ad essere valorizzate.
A queste problematiche si aggiunge il fatto che al consumatore non è sempre chiara la differenza tra i sistemi di agricoltura biologica, biodinamica o integrata; inoltre, è frequente in ambito divulgativo l'uso di una terminologia che non è necessariamente sinonimo di prodotto sostenibile: ne fornisce un chiaro esempio la facilità con cui si fa ricorso ad espressioni generiche quali "prodotto naturale” o “km zero”, prive di un reale e immediato riscontro di sostenibilità.
Le Università e i Centri di Ricerca assumono, pertanto, un ruolo ed una responsabilità preponderanti nel coinvolgimento e nella formazione dei giovani e dei professionisti che lavorano in campo agricolo.
Solo con il pieno coinvolgimento di tutti gli stakeholders è possibile, infatti, contribuire al miglioramento e alla valorizzazione dei prodotti agro-alimentari nazionali, che sono alla base della nostra economia e rappresentano la bandiera della qualità che i produttori italiani hanno nella gestione e protezione dell’ambiente rurale e del paesaggio agrario.
Purtroppo, il mondo della ricerca è spesso troppo lontano dai problemi reali del mondo operativo e non riesce a cogliere l’importanza di tematiche che sono, invece, di grande rilievo per le imprese italiane.
Agroinnova, Centro di Competenza per l’Innovazione in campo agro-ambientale e agro-alimentare dell’Università di Torino, è nato nel 2002 proprio per mettere in rete le conoscenze acquisite nel settore agro- ambientale e agro-alimentare da parte di ricercatori pubblici e privati, italiani e non, allo scopo di realizzare progetti di ricerca di base e applicata, di trasferimento tecnologico e di alta formazione, alivello nazionale ed internazionale, sui temi della sostenibilità applicata nel settore agricolo. Grazie a moderni laboratori, serre sperimentali e celle climatiche, nonché ai finanziamenti che è in grado di attrarre, il Centro può essere considerato oggi una delle strutture italiane, nel settore,tecnologicamente più all’avanguardia.
Agroinnova attua il trasferimento di tecnologie innovative nel settore dell’agricoltura sostenibile siain Italia, lavorando con aziende agricole operanti in settori innovativi (vivaismo orto-floricolo, frutticoltura, colture fuori suolo, produzioni per la IV gamma, viticoltura), sia in Paesi in via di sviluppo e ad economia emergente, con progetti che spaziano dalla Cina all’India, dal Marocco alla Serbia e all’Arabia Saudita. Anni di impegno hanno portato i loro frutti: Agroinnova è stato coinvolto in un centinaio di progetti, molti dei quali europei, affrontando tematiche che vanno dalla difesa sostenibile delle colture alla biosicurezza.
In ogni progetto, Agroinnova si pone come obiettivo principale quello di aiutare le imprese italiane ed europee ad innovarsi, con un occhio di riguardo alla sostenibilità delle produzioni agricole.
Nel caso specifico della vitivinicoltura, Agroinnova si è impegnata nella messa a punto di strategie di difesa sostenibile del vigneto per prevenire lo sviluppo delle più importanti malattie fungine.
Grande attenzione è stata dedicata all’impiego sostenibile di fungicidi a minore impatto ambientale, allo sviluppo di mezzi biologici di lotta, impiegabili in alternanza ai prodotti chimici, alla prevenzione della contaminazione dei vini da ocratossina A, pericolosa micotossina che è possibile ritrovare nei vini stessi.







Prof.ssa Maria Lodovica Gullino

Direttore  Agroinnova


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