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I progetti di sostenibilità nazionali

Pubblicata da Opera (2/2013) il 09/12/2013

E’ possibile delineare un modello unico di sostenibilità nel settore vitivinicolo?

Il concetto di sostenibilità applicato al settore della vitivinicoltura si definisce, oggi, come vera e propria opportunità strategica: le caratteristiche peculiari della vitivinicoltura e lo stretto legame con il territorio e le comunità locali inducono le aziende ad impegnarsi in percorsi di crescita e sviluppo sostenibile.
La diffusione di tale consapevolezza nel settore si va traducendo in una vera e propria ondata di iniziative, che coinvolgono le istituzioni, le associazioni fino alle più piccole aziende private.
Avvalendosi di programmi ad hoc, sono sempre più numerose le aziende vitivinicole che decidono di agire concretamente al fine di monitorare e migliorare la propria performance di sostenibilità.
Sono già posti in essere numerosi Programmi “importanti”, per estensione e definizione d’intenti: ad esempio i Programmi VIVA, SOStain, TERGEO, EcoProwine, FORUM, Montefalco, VinNatur; accanto ad essi, si vanno sviluppando anche programmi di minore portata e ampiezza, caratterizzati però da una maggiore aderenza alle caratteristiche delle singole aziende o conformati attorno a tematiche circoscritte quali, ad esempio, quella dell’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari e dell’agricoltura di precisione.
Il proliferare di innumerevoli e varie iniziative di sostenibilità è sintomo, dunque, di una crescente sensibilità nei confronti di tale tematica; le stesse aziende, tuttavia, corrono il rischio di perdersi nel mare magnum dei Protocolli e dei Programmi che, proponendo obiettivi e strategie operative differenti, potrebbero essere assunti dalle aziende senza ben comprenderne le finalità e l’utilità oggettiva.
La confusione e la difficoltà nella individuazione degli intenti, inoltre, potrebbe coinvolgere non soltanto le aziende, ma i consumatori stessi, posti di fronte ad una terminologia che appartiene al campo semantico della sostenibilità, ma che non sempre è esplicitata con la dovuta chiarezza. Termini quali “biologico”, “sostenibile”, “eco-compatibile” sono, a volte, soltanto parole utili a reclamizzare un prodotto, ma passivamente accolte da chi acquista il prodotto in questione. Si rischia così di acquistare una bottiglia di vino, senza realmente comprenderne il valore aggiunto realizzato nel rispetto di determinati criteri.
Sarebbe pertanto opportuno avviare un’analisi comparata delle diverse iniziative di sostenibilità in ambito vitivinicolo. Non è un lavoro semplice: sebbene esista un denominatore comune, quello del miglioramento della sostenibilità, pur tuttavia gli ambiti di analisi presi in considerazione, le metodologie, gli indicatori e gli strumenti di rilevazione utilizzati sono estremamente variegati e complessi.
Inoltre, quando si parla di sviluppo sostenibile non ci si riferisce soltanto all'aspetto ambientale, ma anche a quello economico e sociale. Non tutte le iniziative prendono in considerazione questi tre pilastri della sostenibilità, poiché il più delle volte è soprattutto l'aspetto ecologico ad essere esaminato.
Infine, le scelte effettuate spesso non presentano alcun carattere innovativo, i presupposti oggettivi dei piani di lavoro appaiono inconsistenti e si rileva una scarsa attenzione nella individuazione di chiari e definiti indicatori di verifica.

In che modo è possibile intervenire?

Un modello unico nazionale sembrerebbe essere la soluzione più adeguata alle esigenze del settore: questo, però, potrebbe creare standard ulteriori che limitano l’attività e le scelte imprenditoriali.
Al modello unico nazionale dovrebbe accompagnarsi un’azione pianificata di formazione alla sostenibilità rivolta agli operatori del settore: il concetto di sostenibilità diventerebbe così patrimonio culturale introiettato dalle imprese e non assumerebbe il carattere di arida applicazione della normativa imposta dall’alto. Il modello unico nazionale si farà in tal modo garante della molteplicità delle scelte delle singole aziende e imprese, differenti nell’elaborazione di programmi di sostenibilità, ma accomunate dalla consapevolezza condivisa delle finalità e delle strategie da adottare.






Ettore Capri

Direttore del Centro di Ricerca OPERA
ettore.capri@unicatt.it

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