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Calcoliamo l'impatto sull'aria

Pubblicata da Opera il 11/11/2013

La sensibilità relativa alla gravità del cambiamento climatico sta aumentando rapidamente e, sicuramente, nei prossimi anni sarà sempre più centrale nelle scelte politiche, economiche e sociali a livello globale. Questa crescente consapevolezza deve riuscire a trovare strumenti adeguati e credibili per aiutare il cittadino interessato a dare coerenza alle proprie azioni quotidiane.Dal rapporto IPCC, recentemente pubblicato, si evince che l’attività antropica è responsabile del riscaldamento globale con una probabilità del 95%. L’Anidride Carbonica (CO2) è la principale causa dell’effetto serra, ma altri gas di origine antropica vi contribuiscono in modo sostanziale, con un potenziale di riscaldamento globale (GWP) che può essere da 25 a 20.000 volte superiore a quello della CO2. Le emissioni di gas ad effetto serra sono generate da attività che fanno parte della nostra vita quotidiana: basti pensare a quanto il mondo in cui viviamo è dipendente dall’energia e dai combustibili fossili. Ogni singola azienda, famiglia e individuo ha dunque una sua parte di responsabilità nell’aumento dell’inquinamento globale. E’ quindi essenziale che le aziende ed i cittadini stessi diventino consapevoli di ciò e pongano in essere comportamenti virtuosi. E’ necessario che essi stessi diventino fautori del cambiamento, sollecitando la classe politica a trovare soluzioni che li coinvolgano in modo attivo e partecipativo: i cittadini non devono subire gli interventi necessari a contrastare il cambiamento climatico, ma devono imparare a promuoverli e a guidarli in prima persona. Attraverso la scelta effettuata nell’atto dell’acquisto, il consumatore opera una pressione selettiva “positiva” sul prodotto scelto e automaticamente una pressione selettiva “negativa” su ciò che ha escluso. Le aziende a loro volta possono effettuare una pressione selettiva nell’acquisto di beni e servizi e, allo stesso tempo, possono fornire al consumatore chiare informazioni ambientali sui loro prodotti. L’indicatore ARIA include i requisiti per l’attività di rendicontazione della Carbon Footprint di Prodotto (CFP) e dell’Inventario GHG dell’organizzazione (GHGI).
Obiettivo dell'indicatore
Carbon Footprint di Prodotto è consentire alle organizzazioni di avere maggiore consapevolezza del contributo dei prodotti e servizi di loro produzione al surriscaldamento globale.
Le aziende, attraverso la quantificazione di questo indicatore, potranno individuare:

  • I processi, nel ciclo di vita dei loro prodotti, di maggior contributo all’impatto ambientale.

  • Le azioni che le organizzazioni stesse o i loro fornitori possono intraprendere al fine di ridurre tale impatto ambientale

L’unità di misura utilizzata sono i grammi di CO2-equivalente per unità di prodotto, dove l'unità di prodotto è rappresentata da una bottiglia di vino da 0,75 l. Obiettivo dell'indicatore GHG Inventory - Inventario Emissioni Gas ad Effetto Serra di un’organizzazione (GHGI) è consentire alle aziende di avere maggiore consapevolezza del contributo al surriscaldamento globale associato alle attività aziendali. Le aziende, attraverso la quantificazione di questo indicatore, potranno individuare:

  • Le attività di maggior contributo sull’impatto ambientale.
  • Le azioni che le organizzazioni stesse o i loro fornitori possono intraprendere al fine di ridurre tale impatto ambientale.
L'indicatore è misurato in tonnellate di CO2-equivalente e si riferisce
  • All’insieme delle attività e ai relativi siti di produzione.
  • Alle organizzazioni che gestiscono le attività di produzione.
  • Al periodo durante il quale le attività sono svolte.

Questi particolare indicatori sono stati quindi creati con l'obiettivo di incoraggiare le organizzazioni a quantificare l’impatto dei singoli prodotti e/o di tutte le attività aziendali sul riscaldamento globale al fine di:

  • Spingere le aziende – nel breve termine - a quantificare l'impronta di carbonio (CFP) dei loro prodotti e/o servizi e il GHG Inventory - Inventario Emissioni Gas ad Effetto Serra di un’organizzazione (GHGI), fornendo loro una guida e definendo gli standard qualitativi minimi che tali quantificazioni devono osservare.
  • Generare interesse – a lungo termine - tra i produttori di beni e servizi, in modo da introdurre un programma di comunicazione della CFP e del GHGI.

La logica dell’indicatore ARIA è quindi basata sul binomio quantificazione e comunicazione. L’impatto sul clima può essere un efficace strumento di comunicazione, la cui credibilità è basata sul fatto che lo stesso è stato calcolato sulla base di metodologie approvate dal Ministero dell’Ambiente che sono state messe a punto coinvolgendo, con un approccio bottom-up, due rinomati centri universitari e nove aziende vitivinicole. Inoltre il sistema di comunicazione è stato strutturato in modo da essere facilmente comprensibile al consumatore e vi si può accedere, tramite QR code, direttamente dall’etichetta incollata sulla bottiglia.

 

 




Pieter Ravaglia
Agroinnova


 

 

 

 

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