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Certificazione, ma cos’è?

Pubblicata da Opera il 27/11/2013

Certificazione ed enti certificatori: non sempre si sa di cosa si tratti.
Eppure le certificazioni ricorrono continuamente nella nostra vita quotidiana. Ciò che acquistiamo e utilizziamo, prodotti e servizi, sono sempre passati al vaglio di un istituto certificatore.
L’ente certificatore è quell’organismo di riconosciuta autorevolezza (e autorità) che si occupa di assicurare che un determinato prodotto, servizio o sistema, sia conforme a quanto stabilito dalla normativa internazionale o dagli standard di categoria. Questi ultimi prevedono requisiti minimi di qualità, sicurezza ed efficienza, oltre a molti altri aspetti altrettanto rilevanti. Effettuate le adeguate verifiche, l’organismo certificatore fornisce un’attestazione scritta di conformità. Le certificazioni possono essere di due tipi: certificazione di terza parte e certificazione di seconda parte.
La certificazione di terza parte riguarda la conformità di un prodotto o servizio a standard sviluppati da enti normatori internazionali come, ad esempio, l’ISO (International  Standard Organisation), la cui missione è quella di normare ambiti diversi. Il termine tecnico, invece, per indicare la certificazione di seconda parte è “attestato di verifica”: in questo caso, l’ente opera secondo protocolli sviluppati da associazioni, aziende o soggetti istituzionali. Un esempio è fornito dal protocollo VIVA Sustainable Wine, messo a punto dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con partner delmondo della ricerca e alcune grandi aziende italiane del settore, sottoposte alla verifica dell’ente di certificazione internazionale DNV Business Assurance.
Con il protocollo Viva Sustainable Wine, i produttori vitivinicoli possono misurare le proprie performance di sostenibilità rispetto a quattro Indicatori:


ARIA:
che include la quantificazione della Carbon Footprint associata al prodotto e le emissioni gas serra dell’organizzazione;
ACQUA:
che esprime il volume di acqua dolce consumata su scala aziendale e/o per la produzione di una bottiglia di vino da 0,75 l.;
VIGNETO
: che valuta le pratiche di gestione agronomica;
TERRITORIO:
che prende in considerazione le ricadute delle attività aziendali  sul  territorio,  inteso  sia come  ambiente, sia  come comunità umana.  

Oltre a costituire un punto di partenza per l’azienda, così da intraprendere eventuali percorsi di miglioramento, i dati ottenuti dalla misurazione che compariranno su ogni bottiglia di vino saranno utili al consumatore, che potrà acquisire maggiore consapevolezza del grado di sostenibilità del vino che sta acquistando.
DNV Business Assurance verifica presso le aziende vitivinicole la conformità ai requisiti previsti da ogni Indicatore di Sostenibilità: un’ulteriore garanzia della sostenibilità del prodotto per i consumatori e uno strumento per le aziende per rafforzare la fiducia dei propri clienti, per distinguersi dai concorrenti e per migliorare la propria reputazione di marca. Un ente di certificazione leader a livello internazionale, come DNV Business Assurance, lavora in un’ottica di trasparenza e accrescimento della credibilità dell’operazione VIVA Sustainable Wine; esso consente, infatti, di distinguere il protocollo dalle numerose iniziative presenti sul mercato, sottolineandone la serietà e la validità scientifica.






Stefano Santamato

Sales Manager Food & Beverage (DNV Group)
www.dnvba.it

 

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