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LA GESTIONE UNICA DELLA SOSTENIBILITA’

Pubblicata da Opera il 20/12/2017

Il 12 settembre scorso il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti e  e il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali,  Maurizio Martina, hanno siglato  un decreto interministeriale che stabilisce la volontà di procedere all’armonizzazione e all’integrazione dei due sistemi di sostenibilità: il progetto VIVA - La Sostenibilità nella Vitivinicoltura in Italia del Ministero dell’Ambiente e il Sistema di Qualità Nazionale sulla produzione Integrata (SQNPI) del Ministero dell’Agricoltura. L’obiettivo è quello di ottenere uno standard di gestione sostenibile del settore vitivinicolo misurabile e accreditato, che sia gestito in ambito di sistema di qualità e che sia da riferimento univoco per le produzioni italiane, nonché un biglietto da visita delle produzioni made in Italy sui mercati internazionali. È istituito un tavolo di lavoro dal nome GLIS (Gruppo di Lavoro Interministeriale sulla Sostenibiltà) che terminerà i lavori in pochi mesi e che si occuperà di proporre sistemi di gestione sostenibile anche per le altre filiere agro-alimentari.
Alcune personali riflessioni su quanto è accaduto in questi giorni. Assistiamo a un cambiamento epocale, almeno per gli italiani che vivono nel terzo millennio, perché i due ministeri lavoreranno, insieme e in modo concreto, su un argomento di carattere agronomico, ambientale, sociale ed economico. Questo risponde alle esigenze concettuali e strutturali della Politica Agricola Comune per la quale entrambi i ministeri si erano da tempo adoperati promuovendo dal 2011 i programmi VIVA e SQNPI, oggi largamente presenti sul mercato degli operatori agricoli e della distribuzione alimentare. Quanto il GLIS realizzerà sarà un importante contributo al settore del “made in Italy” perché a voce alta i produttori nazionali potranno sostenere produzioni sostenibili nazionali con un unico brand commerciale senza polverizzazioni d’interessi privati, ma non solo. S’indirizzeranno politiche di formazione e di educazione che provvederanno alla diffusione di buone pratiche agricole – oggetto di una continua innovazione tecnologica e scientifica – con la loro misura attraverso l’uso degli indicatori di sostenibilità.  In questo le Regioni, i territori e consorzi di tutela, hanno una grande opportunità per promuovere il cambiamento perché dispongono di uno strumento armonizzato declinabile alle esigenze locali e dei Gruppi Operativi che a titolo volontario e grazie ai Piani di Sviluppo Rurale si stanno creando a macchia d’olio in Italia.
Bene, oggi tutto il gruppo di lavoro di VIVA – ormai una vera grande famiglia - ha un motivo in più per fare sempre meglio. E lo farà anche grazie a questo riconoscimento e lavorando insieme ai colleghi del Ministero dell’Agricoltura.

Scarica il decreto qui

Prof. Ettore Capri
ettore.capri@unicatt.it
Direttore Centro di ricerca Opera

 

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