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VIVA al workshop di Wine Monitor con i monopoli di controllo della distribuzione di bevande alcoliche Svedese e Norvegese

Pubblicata da Opera il 01/08/2017

I vini sostenibili stanno conquistando quote di mercato importanti soprattutto all’estero, nei mercati nordamericani (USA in primis) e nord europei (Scandinavia). A livello italiano, diverse istituzioni private e pubbliche - tra questi il progetto VIVA del Ministero dell’Ambiente – hanno promosso la sostenibilità attraverso la predisposizione di protocolli e disciplinari ad uso delle imprese, il cui rispetto dà luogo ad una certificazione sia di prodotto che di organizzazione.

Per approfondire questi temi e valutare le opportunità di mercato per i vini sostenibili il 10 luglio 2017 è stato organizzato a Bologna da Wine Monitor, con la collaborazione di Sustainable Solutions Consulting, un workshop dedicato alle imprese vitivinicole.

Il workshop ha riscosso un notevole successo coinvolgendo molti produttori e professionisti del settore che hanno animato l’incontro con discussioni e domande. Il workshop è stato aperto dallo scrivente, Stefano Maneri (Sustainable Solutions Consulting) con il benvenuto agli ospiti e un’introduzione al workshop che ha evidenziato l’importanza di percepire e condividere il concetto di sostenibilità inteso come un sistema olistico basato sul miglioramento delle performances non solo ambientali ed economiche, ma anche e soprattutto sociali, tema molto caldo oggi nel settore vitivinicolo. Inoltre sono stati evidenziati i valori per l’azienda che un sistema di sostenibilità può produrre anche alla luce dell’esperienza maturata nei pluriennali programmi internazionali ad oggi esistenti. 

Il dr. Denis Pantini, di Wine Monitor, ha proseguito presentando i risultati della ricerca fatta nel mercato americano sulla diffusione dei vini sostenibili e sulla percezione da parte del consumatore. Negli Usa, precisa la ricerca, “2 consumatori di vino su 10 acquistano vini sostenibili certificati, ma la platea dei potenziali interessati è almeno il doppio. Tuttavia, la difficoltà ad identificarli figura tra i principali ostacoli ad una maggior diffusione di questi vini”.

Quindi si è passati alla parte più internazionale del workshop con gli interventi della dr.ssa Sara Norell, Director Assortment & Purchasing di Systembolaget (monopolio svedese), e della dr.ssa Prisca Boffa, Media & PR Manager di Eurowine – wine & spirits (Solera Beverage Group) uno tra i più grossi importatori norvegesi.

Sara Norell ha sottolineato che il monopolio svedese è sempre più orientato ai cosiddetti vini “organic” (biologici e biodinamici), e il profilo premiante del sistema di valutazione nordico appunto per i vini sostenibili. Fatto confermato anche dall’importatore norvegese riconosce l’ “organic” come un fattore di differenziazione nel mercato e una risposta alla domanda dei consumatori che sempre più richiedono questo tipo di vini.

Il workshop è poi proseguito con le presentazione del dr. Pieter Ravaglia, del Ministero dell’Ambiente e del Territorio, e del Prof. Ettore Capri, coordinatore scientifico del progetto VIVA, che hanno presentato il programma istituzionale per la sostenibilità in vitivinicoltura, i suoi indicatori di sostenibilità e la valenza di tale progetto per le aziende vitivinicole. Entrambi hanno confermato il successo del programma e i progressi che rendono sempre più internazionale e diffusa questa certificazione.

Il workshop si è concluso con l’intervento dei rappresentati di due aziende certificate VIVA: il Principe Guecello di Porcìa dell’azienda Principi di Porcìa e il dr. Francesco Parri dell’azienda Ruffino, testimonials di sostenibilità.

dr. Stefano Maneri
maneri.stefano@gmail.com

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