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Il territorio veneto si unisce per il Prosecco sostenibile

Pubblicata da Opera il 01/08/2017

A Cordignano, con il convengo del 17 luglio “La sostenibilità in viticoltura, valore aggiunto per le aziende, il territorio e i suoi prodotti”, si è sancito ufficialmente il via del progetto PROiNOS “Coltivare la sostenibilità”. Il convegno è stato aperto dal moderatore, Pierclaudio De Martin, Presidente della Cantina di Orsago -capofila del gruppo di lavoro del progetto PROiNOS, che è “nato per la volontà di alcuni produttori vitivinicoli con lo scopo di creare network tra le aziende del territorio e promuovere un marchio di sostenibilità, grazie alla dotazione autonoma di regole produttive e gestionali proprio in materia di sostenibilità”, e all’applicazione degli indicatori VIVA per il monitoraggio delle performance ambientali, sociali ed economiche di organizzazione e prodotto. Presenti anche le Istituzioni, con l’assessore in pectore Remo Salatin e il vicensindaco Silvia Grillo, che ha portato i saluti della comunità di Cordignano e ha rimarcato il valore della protezione e della tutela dei prodotti territoriali, di cui il Prosecco è emblema. Lo ha sottolineato anche De Martin: “dopo la nascita della DOC, nel 2009 si contavano 950 mila ettolitri di uve vendemmiate, che nel 2016 sono diventati 4 milioni di ettolitri, decretando un aumento del 216%”. Questi numeri mettono però anche il Prosecco sotto attacco, come sostiene De Martin, di fatto, con l’aumento della produzione aumenta anche l’attenzione dei residenti e di tutti gli stakeholders verso il famoso vino DOC e le ricadute che la sua produzione ha sul territorio, con particolare interesse rivolto alle pratiche colturali e all’uso dei trattamenti fitosanitari. PROiNOS, come ha sottolineato la dr.ssa Maria Deisvaldi, consulente Desam (anch’essa azienda partner del progetto), prevede tavoli di consultazione volti al coinvolgimento di produttori, residenti, consumatori e comunità scientifica, con l’intento di porre le basi per la produzione di un protocollo di sostenibilità applicabile all’area di produzione del Prosecco, che includa anche la misura degli indicatori VIVA, progetto presentato alla platea del convegno dal dr. Pieter Ravagli (unità Sogesid - Ministero della Tutela dell’Ambiente del Territorio e del Mare), che ha rimarcato l’impegno istituzionale per la sostenibilità in vitivinicoltura. Al convegno hanno partecipato la dr.ssa Lucrezia Lamastra e il Prof. Ettore Capri, rispettivamente ricercatore e professore afferenti al Dipartimento di Scienze e tecnologie alimentari per una filiera agro-alimentare sostenibile dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che hanno presentato le differenze fra biologico e sostenibile e le buone pratiche in campo attuabili in seguito al monitoraggio e misura degli impatti effettuata con gli indicatori VIVA e cadenzabili sui risultati di quest’ultimi, per un agricoltura sostenibile e dal ridotto impatto ambientale. Luigi Bavaresco, professore di Viticoltura presso l’Università Cattolica, ha portato all’attenzione del pubblico i nuovi orizzonti aperti dall’innovazione on demand, tra cui si citano modelli previsionali, varietà più resistenti o tolleranti ai parassiti (anche grazie al miglioramento genetico, selezione clonale, ibridazione, ingegneria genetica) e la scelta di tecniche colturali poco favorevoli ai parassiti per un aumento delle difese naturali dei vitigni.

Insieme a VIVA, PROiNOS, risultato del lavoro di progettazione volontario di un network di aziende e produttori locali, promuove l’innovazione in vitivinicoltura, ormai bandiera della sostenibilità in Italia, a dimostrazione del fatto che la qualità del vino si fa in vigneto, si esprime in cantina e si arricchisce grazie ai valori intrinsechi al territorio e alla tradizione.

Seguite gli sviluppi di PROiNOS sul sito dedicato.

 

Pierclaudio De Martin, Ettore Capri e Lucrezia Lamastra

 

La platea

 

Pieter Ravaglia e Lucrezia Lamastra

 

dott.ssa Gloria Luzzani
gloria.luzzani@unicatt.it
Università Cattolica del Sacro Cuore

 


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