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Ricerca sull’etichetta V.I.V.A e i consumatori italiani di vino

Pubblicata da Opera il 04/05/2015

 

Negli ultimi anni numerose ricerche hanno dimostrato come durante l’acquisto di alimenti i cittadini siano sempre più interessati al mondo dei cosiddetti prodotti “sostenibili”. Molto probabilmente questo trend è dovuto ad una maggiore sensibilità nei confronti delle tematiche legate alla protezione dell’ambiente, al rispetto delle condizioni dei lavoratori, alla tutela della propria salute e alla garanzia della territorialità.
Sta di fatto che la sostenibilità è oggi un tema di primaria importanza anche all’interno del settore vitivinicolo. Ma quale sostenibilità certificare? L’utilizzo efficiente delle risorse nel vigneto, la responsabilità sociale, i miglioramenti di vinificazione in cantina; queste sono solo alcune delle possibili risposte. Una sfida, quella della sostenibilità del vino, che vuole coniugare i tre pilastri -economico, sociale ed ambientale - in qualcosa di concreto, dopo il grande eco mediatico che si è avuto negli ultimi anni.
Anche se diversi studi hanno indagato l'importanza delle preferenze dei consumatori per quanto riguarda la scelta del vino, si sa ancora molto poco riguardo al ruolo che le certificazioni di sostenibilità presentano durante la scelta di una bottiglia.
Un recente studio condotto dal dr. Giovanni Sogari, dottorato Agrisystem all’Università Cattolica di Piacenza e attualmente assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Parma, ha analizzato le scelte dei consumatori in merito al marchio V.I.V.A Sustainable Wine (Valutazione dell’Impatto della Vitivinicoltura sull’Ambiente). In particolare, l’obiettivo è stato di investigare il grado di importanza tra gli attributi tradizionali (DOC: Denominazione d’Origine Controllata), l'attaccamento alla propria regione (vino prodotto nella propria regione d’origine) e la presenza di un logo di sostenibilità (V.I.V.A).
I dati sono stati raccolti utilizzando un questionario on-line che presentava un esperimento di scelta; infine il campione di intervistati raccolto è da considerarsi rappresentativo della popolazione italiana di bevitori di vino.
Prima di tutto, dai risultati preliminari emerge che le due fasce estreme di prezzo (fino a 3,00 € e maggiore di 7,00 €) siano quelle meno preferite. Questo indica come nel settore vitivinicolo un prezzo molto basso è generalmente percepito di bassa qualità, e allo stesso tempo un vino con un prezzo alto non viene solitamente scelto per un consumo quotidiano. Quindi la fascia tra i 3,10-7,00 € è il budget che la maggior parte degli intervistati ha preso in considerazione durante l’esperimento. Ad esclusione del prezzo, gli altri attributi considerati importanti per il consumatore durante la decisione di acquisto sono stati, in ordine, la presenza del marchio DOC e a seguire l'etichetta di sostenibilità V.I.V.A.
Inoltre, i risultati suggeriscono che la sostenibilità viene molto apprezzata per i vini di fascia medio-bassa facendo pensare come questa etichetta potrebbe diventare un segnale di qualità e uno strumento di diversificazione per le aziende vinicole che producono sia vini premium ma anche prodotti più standard per un consumo quotidiano.
Infine, ulteriori analisi attualmente in corso, potranno fornire preziose informazioni per tutti gli attori della filiera del vino (in primis ai produttori e distributori), al fine di sviluppare nuove strategie di posizionamento di mercato per le aziende vinicole interessate ai programmi sostenibili. Allo stesso tempo serviranno come linee guida per i responsabili politici (esempio i legiferatori) su come impostare e incentivare i nuovi sistemi di etichettatura sostenibile. È auspicabile che in futuro la sostenibilità diventi sempre più un fattore chiave nel mercato vitivinicolo per essere competitivi anche a livello internazionale.

 

 


Giovanni Sogari

Economista
giovanni.sogari@unipr.it
Università degli Studi di Parma





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