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F.A.Q. (Frequently asked questions) – VIVA in “pillole”

Pubblicata da Opera (Focus_maggio 2015) il 05/05/2015

 

Questi anni di lavoro ci hanno permesso di capire criticità e punti di forza del progetto. In modo particolare diverse cose possono essere migliorate e altre sono forse poco chiare quindi, in attesa che il sito internet venga aggiornato con un nuovo format più fruibile, in “pillole” vi diamo qualche chiarimento e qualche aggiornamento!!!
Cominciamo con un paio di cose che dovete assolutamente sapere del progetto VIVA e le dividiamo in tre temi di sicuro interesse:

1) Indicatori VIVA per il prodotto e/o per l’azienda, come vengono comunicati al consumatore.
a. VIVA è un’analisi di Azienda o di Prodotto?

VIVA Può essere tutte e due!!! Gli indicatori sono versatili e sono stati pensati sia per le due tipologie di analisi. Possono quindi essere applicati a Livello di comprensorio aziendale, che per specifico prodotto.
b. L’etichetta che vediamo sulle bottiglie viene rilasciata sia se si effettua un analisi di azienda che di prodotto?
No, bisogna distinguere due casi a secondo della tipologia di analisi effettuata, ovvero se di prodotto o aziendale.
- Se un’azienda fa un’analisi di prodotto, il Ministero rilascia un’etichetta VIVA di prodotto, che può essere applicata direttamente sullo stesso.
- Nel caso di un’analisi aziendale, il Ministero rilascia un’etichetta VIVA aziendale, da poter utilizzare sul sito o sul materiale informativo relativo all’azienda. Tale etichetta non potrà essere applicata sui prodotti.
c. L’azienda che vuole utilizzare l’etichetta VIVA è obbligata a comunicare il risultato al consumatore?
SI, per poter utilizzare l’etichetta VIVA l’azienda è obbligata a rendere pubblici i risultati degli indicatori. Tuttavia se l’azienda NON vuole utilizzare l’etichetta VIVA, può scegliere di aderire al progetto utilizzando gli indicatori VIVA solamente come strumento per pianificare un miglioramento delle prestazioni ambientali. In quel caso non è obbligata a effettuare una verifica dello studio da parte di ente terzo, ne deve comunicare i risultati al consumatore finale, potrà comunicare esclusivamente l’adesione al progetto, senza poter utilizzare l’etichetta VIVA.

2) Costi legati al progetto VIVA.

a. Vi sono costi di adesione?
No, l’adesione al progetto è completamente gratuita.
b. Chi paga i costi legati all’applicazione degli indicatori, e validazione dei risultati da parte di un ente certificatore?
I costi di applicazione degli indicatori e di validazione dei risultati sono a carico delle aziende. La fase pilota del progetto ha evidenziato come questi costi siano importanti e quindi sta elaborando dei calcolatori per facilitare alle aziende o ai consulenti ambientali l’applicazione degli indicatori ACQUA, VIGNETO e TERRITORIO.
c. L’azienda è obbligata a farsi validare i risultati da un ente di certificazione?
No, la validazione dei risultati presso un ente di certificazione è obbligatoria se l’azienda vuole utilizzare l’etichetta VIVA o se vuole comunicare al consumatore i risultati dell’analisi.

3) Formazione e continuo miglioramento.
a. Una volta effettuata l’analisi, come fa un’azienda a migliorare le sue prestazioni di sostenibilità?
Il Ministero dell’Ambiente in collaborazione con il centro di ricerca OPERA dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Unione Italiana Vini, organizzerà degli eventi di formazione per gli operatori aziendali e i consulenti sulle tecniche e strategie di miglioramento delle prestazioni in azienda. C'è già un corso on-line caricato sulla Piattaforma www.opentea.eu e a settembre saranno realizzati dei corsi frontali a Cremona.


Pieter Ravaglia
 
pieter.ravaglia@unicatt.it
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