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Una sperimentazione: l’acqua in cantina

Pubblicata da Opera il 20/01/2015

 

La Cantina di Vicobarone si è affacciata al progetto Viva nella scorsa primavera, intraprendendo immediatamente il percorso di sostenibilità anche all’interno dei suoi edifici.
Nel gennaio del 2015, infatti, con l’aiuto del dottor Riccardo Viale e dell’Università Cattolica di Piacenza, inizierà una sperimentazione che coinvolgerà l’intera struttura dell’azienda. Essa consisterà nel misurare il volume di acqua consumata. In particolare, si misurerà il consumo dell’acqua blu che, nel calcolo dell’impronta idrica, rappresenta il volume di acqua impiegata per la produzione di vino dell’intera Cantina di Vicobarone.
Il progetto è ambizioso perché si tenterà di quantificare e identificare quelle zone “strategiche” in cui l’utilizzo di acqua è maggiore.
L’obbiettivo che ci si è posti è dunque quello di creare una mappa dei consumi, sia nello spazio che nel tempo. Attraverso il monitoraggio orario, sarà possibile infatti identificare le zone a maggior consumo associandole, quindi, ad operazioni enologiche specifiche durante tutto il 2015.
Il monitoraggio dell’acqua blu sarà realizzato in collaborazione con Honeywell, multinazionale leader nel settore dell’automazione di impianti (building automation), integrazione e monitoraggio dei consumi.
Honeywell fornisce la tecnologia (elementi in campo, controllori DDC web server e supervisore) utilizzando la linea di prodotti rientranti nel portafoglio CENTRALINE by Honeywell.
L’architettura di sistema prevede la collocazione, in punti di prelievo d’acqua identificati come “strategici” ai fini del monitoraggio, di 8 contatori per acqua con comunicazione i quali, a mezzo di protocollo Mbus, sono stati integrati sul controllore EAGLE, DDC web server.
Per ottimizzare la comunicazione tra controllore DDC ed elementi in campo è stata sfruttata la linea LAN dell’edificio, permettendo al supervisore ARENA AX di leggere i dati di consumo, organizzarli in file ed inviarli quindi via email alla postazione remota sita in Università Cattolica.
Si illustra di seguito l’architettura descritta:

 

I contatori d’acqua “intelligenti” sono quindi in grado di offrire informazioni puntuali e precise, registrando i volumi di acqua impiegati in ciascuna zona e la relativa portata.
Qual è il vantaggio di questo tipo di sperimentazione?
Sicuramente il primo aspetto fondamentale è l’analisi e la prevenzione dei possibili sprechi. Monitorare i consumi di acqua, che ricordiamo essere una risorsa naturale preziosa, rientra nella strategie attuabili che guidano l’azienda verso la sostenibilità. Essere infatti consapevoli dei consumi idrici in ogni operazione, o area di produzione, significa poter effettuare delle scelte, o delle piccole correzioni, volte ad abbassare la propria impronta idrica.
Il secondo aspetto importante è certamente quello di poter analizzare un periodo specifico relativo a particolari operazioni, quali per esempio la vendemmia.
Non si tratta, dunque, soltanto di un monitoraggio annuale, ma di un monitoraggio che copre l’intero arco dell’anno vendemmiale.
Si desidera, quindi, effettuare un monitoraggio che dalla ricezione delle uve si estenda a tutte le operazioni di trasformazione dell’uva stessa, con lo scopo di attribuire un ”valore idrico” ad ogni singolo passaggio.
Questo tipo di monitoraggio per una cantina di grandi dimensioni come Vicobarone non è mai stato effettuato e potrebbe diventare un vero e proprio esempio di riferimento non solo per la provincia di Piacenza, ma per tutta la realtà italiana. 

Per maggiori informazioni

vialericcardo@vialesas.it
www.vialesas.it

www.gestioneenergetica.centraline.com
www.centraline.com

Elisa Novelli, PhD
elisa.novelli@unicatt.it
Opera

 

 

 

 

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