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Intervista a Stefano Chiarlo

Pubblicata da Opera il 20/01/2015

 

Quella di Michele Chiarlo è stata una delle aziende pilota con cui si è lavorato per la messa a punto dei protocolli di valutazione del Progetto VIVA. Poiché siamo ormai a ridosso dell’uscita sul mercato del Barolo Cerequio 2011, il prodotto che ha ottenuto la certificazione e che porterà quindi sulla bottiglia l’etichetta VIVA. Abbiamo, quindi,  rivolto alcune domande a Stefano Chiarlo, che ha vissuto tutte le fasi di sviluppo del progetto.

1. La sua è stata una delle Aziende pilota per la messa a punto dei protocolli di valutazione della Sostenibilità della produzione vitivinicola del progetto VIVA. Come valuta questa esperienza?
La valutazione dell’esperienza è ottima, in quanto il lavoro svolto ci è servito molto perché ci ha portato ad affrontare un percorso virtuoso, a partire dal vigneto in cui ci stiamo muovendo in modo sempre più sostenibile e poi in tutte le fasi della produzione, fino a quando esce la bottiglia dalla cantina. Siamo molto contenti perché ci eravamo posti obiettivi ambiziosi e possiamo dire di essere sulla buona strada.
 
2. Ritiene che l’esperienza fatta nell’analisi dei dati raccolti e dei processi produttivi in campo e in cantina sia stata utile per l’azienda?
Il lavoro svolto ci è servito per renderci conto di quale fosse il livello di sostenibilità di ogni fase che affrontiamo nella produzione e nella commercializzazione del prodotto.
Ci ha permesso cioè di fare una fotografia dettagliata di tutta la filiera, evidenziandone le criticità e cercando di trovare le soluzioni più adatte.

3. Si potrebbe definire l’attività svolta come una attività di formazione per il personale dell’azienda che se ne è occupato?
Sicuramente, non solo per il personale che è stato coinvolto direttamente nel lavoro di analisi e certificazione, ma anche per tutti coloro che partecipano al processo di produzione e commercializzazione.

4. Ha già ricevuto riscontri positivi dagli stakeholder interni (personale, operai, collaboratori) ed esterni (fornitori, clienti, addetti alla promozione e alla vendita) della sua Azienda?
Dal personale interno all’azienda sicuramente sì. Dagli stakeholder esterni non abbiamo ancora avuto riscontri diretti perché il nostro prodotto è appena arrivato, ma, per ora, sulla base degli incontri di presentazione fatti in questi anni in Fiere  e  delle esperienze di altre Aziende coinvolte, i cui prodotti sono arrivati prima sul mercato, possiamo dire che i riscontri sono positivi.

5. Pensa di continuare l’esperienza con il Barolo Cerequio? Inserirà  altri prodotti nel processo di valutazione della sostenibilità?
Proprio in base a quanto abbiamo detto finora, e poiché abbiamo ormai avviato un percorso virtuoso che coinvolge tutta l’Azienda, abbiamo intenzione di continuare innanzitutto per rinnovare la certificazione del Barolo Cerequio e poi contiamo di arrivare a  fornire l’etichetta VIVA a tutti i vini più importanti che provengono dalle nostre aziende agricole (tutti i nostri cru).

6. In base all’esperienza fatta, che cosa vorrebbe ancora aggiungere?
Sarebbe molto positivo avere in Italia un protocollo unico per la sostenibilità, al fine di non creare confusione nel consumatore.


dott. Matteo Monchiero

matteo.monchiero@unito.it
Agroinnova

 

 

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