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Misurazioni continue per continui passi avanti

Pubblicata da Opera il 21/10/2014

Per poter procedere migliorando, è sempre necessario misurarsi e confrontarsi. Per questo motivo, l’azienda Tasca d’Almerita ha deciso di ripetere una valutazione già effettuata nel 2011, nell’ambito del progetto VIVA, calcolando limpronta idrica di due dei suoi prodotti vinicoli.
Nel 2014, quindi,
il calcolo dellimpronta idrica è stato nuovamente effettuato sullo Chardonnay e sul Cabernet Sauvignon della tenuta Regaleali, con lobiettivo di valutare gli effetti delle modifiche gestionali apportate nel corso degli anni.

I risultati sono riportati in figura.



I tre colori dell’acqua

Lacqua verde è il quantitativo di acqua piovana impiegata dalla vite per evapotraspirare.
L
acqua blu è l’acqua dolce sottratta ad un bacino idrico che non viene reimmessa nello stesso da cui è stata prelevata, oppure vi ritorna ma in tempi diversi.
L
acqua grigia esprime il volume immaginario di acqua necessario per diluire la contaminazione del corpo idrico eventualmente prodotta al di sotto di determinati end point legali e/o ecotossicologici.


Come si può osservare nella figura, i valori dellimpronta idrica dei due vini nelle due diverse annate sono abbastanza simili tra di loro e simili al valore di letteratura relativo alla media nazionale. Si discosta da questo valore solamente il Cabernet Sauvignon del 2011. Bisogna considerare, però, che quel valore è fortemente influenzato dalla resa quantitativa per ettaro che, nel 2011, è stata di soli 41 q/ha contro gli 81,15 q/ha del 2013. È chiaro infatti che quando, a parità di condizioni climatiche e di strategia colturale, dalla medesima superficie lavorata si ottiene un maggior quantitativo d’uva e, quindi, p vino, si ha un’impronta idrica p bassa: infatti, la quantità di acqua impiegata è ripartita su un quantitativo di prodotto ottenuto più elevato. I volumi di acqua blu dipendono principalmente dai consumi di acqua in cantina, poiché i vigneti non sono irrigati. Il maggiore quantitativo di vino prodotto e lavorato complessivamente nella cantina di Regaleali nel corso del 2013, rispetto al 2011, è responsabile della riduzione dei volumi di acqua blu per effetto scala. Infatti, aumentando i volumi di vino lavorati non aumentano proporzionalmente i volumi di acqua impiegati, poiché alcune operazioni quali, ad esempio, la pulizia delle superfici, sono pressoché indipendenti dal quantitativo lavorato.
La maggiore differenza tra
i risultati delle due diverse annate è la scomparsa dellacqua grigia per i vini del 2013. Il modello infatti stima che, in seguito alla riduzione del quantitativo di azoto apportato attraverso i concimi minerali (20%) e considerando la diluizione del quantitativo lisciviato nelle acque di falda, il livello di concentrazione raggiunto sia al di sotto del limite legale (10 mg/L), rendendo inutile la decontaminazione attraverso laggiunta di acqua grigia.
B
uone notizie, quindi: la riduzione dell’acqua blu e l’eliminazione dell’acqua grigia sono indice tangibile del miglioramento in atto e valida testimonianza dell’efficacia del percorso avviato dall’azienda per il perseguimento di obiettivi di sostenibilità crescenti.

 
Lucrezia Lamstra, PhD

Ricercatrice UCSC
lucrezia.lamastra@unicatt.it


 

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