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ISO TS 14067: uno standard riconosciuto a livello internazionale per il calcolo della CFP

Pubblicata da Opera il 02/07/2014

 

Il 15 maggio 2013 l’ISO, non riuscendo chiudere il processo di realizzazione dello standard per il veto posto da una cordata di paesi asiatici - in primis l’ India, seguita da altri paesi in via di sviluppo - ha pubblicato la norma in versione di Tecnical Specification (ISO TS 14067), che è stata acquisita a livello nazionale alla fine dell’ agosto 2013 , come UNI ISO TS 14067.

La versione TS è un pre-standard pubblicato al fine di consentire una prima applicazione della norma a livello di mercato; questo permette di valutare la possibilità di strutturare lo stesso come norma internazionale (IS):la nuova ISO TS 14067 diveniva così un riferimento indiscusso che ammetteva la certificazione da parte di enti terzi indipendenti.

Dopo che il Comitato tecnico della ISO è riuscito a catalizzare la determinazione della maggior parte dei paesi in uno specifico strumento normativo, si è scelto di puntare sulla sua diffusione e applicazione a livello nazionale al fine di promuovere un utilizzo corretto dello strumento ed evitare un utilizzo improprio della CFP soprattutto in tema di comunicazione.

ISO TS 14067: una norma non perfetta

La ISO TS 14067 non è una norma perfetta in quanto, andando a normare la sola CFP, mette a fuoco il peso dell’intero ciclo di vita di un prodotto su un'unica categoria di impatto ambientale: il riscaldamento globale. Tralascia, dunque, problemi ambientali di carattere soprattutto locale che, se non analizzati con cura, possono mettere a rischio la salubrità degli ecosistemi circostanti. Per questo motivo Il protocollo VIVA ha inserito una pluralità di indicatori che consentono - in ambito vitivinicolo - di prendere in considerazione altre tipologie di impatto che influiscono maggiormente sul settore stesso: l’inquinamento delle acque superficiali e profonde, l’impronta idrica e gli aspetti socio economici e di tutela del paesaggio.

Punti di forza della ISO TS 14067

Come già detto, la norma risulta essere molto specifica sugli aspetti di comunicazione “intended to be public available”, regolamentando in modo chiaro e definito come questa possa essere effettuata e quali elementi di trasparenza debba contenere, eliminando il sistema poco efficace e molto confuso delle Autodichiarazioni normato dalla ISO 14021.

La suddetta norma, inoltre, prevede l’adozione di CFP-PCR (CFP – Product Category Rules) per la realizzazione degli studi in modo tale da armonizzarli nell’ambito delle medesime categorie di prodotto. In un futuro prossimo, sarà disponibile a livello comunitario o nazionale un program operator che definirà, successivamente ad una consultazione pubblica e con la partecipazione degli stakeholders, le regole specifiche per categoria di prodotto: saranno regolamentati i confini del sistema, la qualità dei dati, le eventuali esclusioni e i metodi di allocazione.

La ISO TS 14067 ammette la certificazione da parte di ente terzo e , quindi, è possibile:

  • Contribuire ad infondere fiducia nel consumatore sull’affidabilità dello studio.
  • Sensibilizzare sia il consumatore finale che il produttore sulle tematiche ambientali.
  • Alimentare la Green economy.
  • Affiancare le politiche repressive o incentivanti puntando sulla spinta che viene direttamente dal consumatore finale e che porta i produttori a sottoporsi volontariamente a vincoli più stringenti rispetto a quelli posti dalla legislazione vigente.

Il programma VIVA ha quindi reputato conformi al Disciplinare gli studi di CFP realizzati secondo ISO TS 14067. Gli studi, tuttavia, devono rispecchiare i requisiti del rapporto di comunicazione esterna CFP, che all’interno della ISO è pensato come uno strumento flessibile e applicabile immediatamente anche in assenza di CFP-PCR , fornendo però specifici requisiti a livello di comunicazione.

Una volta che si apriranno i tavoli nazionali e internazionali per la definizione di CFP–PCR del settore vitivinicolo, il team di VIVA contribuirà in modo costruttivo, forte dell’esperienza acquisita grazie all’impegno delle aziende che hanno effettuato lo studio in conformità della nuova ISO TS 14067.


dott. Pieter Ravaglia
Agroinnova

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