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Può una norma porre termine alla libera interpretazione degli studi di Carbon Footprint?

Pubblicata da Opera il 02/07/2014


 

 

IL SISTEMA ISO

L’organizzazione non governativa ISO (International Organization for Standardization) è un ente normativo sovranazionale. Esso  promuove lo sviluppo di standard per  facilitare lo scambio di beni e servizi e sviluppare la cooperazione nel campo delle attività intellettuali, scientifiche, tecnologiche ed economiche.  Il lavoro di ISO si traduce in accordi internazionali e in elaborazione di norme tecniche condivise.
Con sede a Ginevra, in Svizzera, l’ISO è nato il 23 febbraio 1947: a partire da quella data, ha sviluppato più di 19.500 standard internazionali. Membri dell'ISO sono gli organismi nazionali di standardizzazione appartenenti a ben 162 Paesi del mondo.
Per meglio organizzare le attività in base al settore di competenza, l’ISO ha predisposto differenti Comitati Tecnici, ciascuno dei quali è  suddiviso in Sottocomitati Tematici.  Uno specifico comitato tematico coordina il lavoro dei Mirror Group deputato allo sviluppo delle singole norme.


Creazione di una norma ISO

Il percorso che porta alla elaborazione di una norma è articolato in incontri periodici, nel corso dei quali si analizzano e discutono le proposte dei diversi sottogruppi nazionali. Ciascun sottogruppo nazionale (l’UNI, nel nostro Paese) riflette la ramificazione ISO ed è anch’esso organizzato in Comitati Tecnici e Sottocomitati Tematici.
I livelli di avanzamento nella costituzione di una norma sono sei:

  1. NWIP (New Work Item Proposal): tema centrale della norma che vuole essere realizzata.
  2. WD (Working Draft): consolidamento di una prima versione del testo al quale lavorano i soli delegati tecnici inviati dai vari gruppi nazionali.
  3. CD (Committee Draft): discussione sul testo allargata ai componenti dei Mirror Group nazionali.
  4. DIS (Draft International Standard): testo contenente la struttura di base fondata su  concetti ampiamente condivisi (questa fase si può articolare in DIS e DIS.2).
  5. FDIS (Final Draft International Standard): versione finale della bozza che precede la realizzazione della norma stessa.
  6. IS (International Standard): conclusione del  processo e pubblicazione dello Standard Internazionale, che poi dovrà essere recepito dai vari enti nazionali.

Benefici derivanti dall’utilizzo delle norme internazionali

La definizione di Standard Internazionali determina vantaggi tecnologici, economici e sociali. Gli standard aiutano ad armonizzare le specifiche tecniche per la realizzazione di prodotti e servizi, rendendo l'industria più efficiente e contribuendo ad abbattere le barriere del commercio internazionale. La conformità alle norme internazionali garantisce al consumatore la sicurezza dei prodotti, l’efficienza nella produzione e nella qualità ambientale. Gli standard internazionali sono strumenti strategici e offrono linee guida per aiutare le aziende ad affrontare alcune delle sfide più impegnative del business moderno: garantiscono che le operazioni aziendali siano efficienti e sicure e permettono alle imprese di accedere a nuovi mercati o allargare quote di mercato già esistenti.


dott.Pieter Ravaglia
Agroinnova



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