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La Filiera Vitivinicola Irpina: qualità e sostenibilità

Pubblicata da Opera il 30/05/2014

 


Con le "Azioni  nel  Campo  della Formazione  Professionale  e  dell'Informazione"  (in attuazione  del  PSR  Campania  2007-2013,  misura  111  -   Programmazione  2010),  la  Direzione Generale  per  le  Politiche  Agricole,  Alimentari  e  Forestali  della  Regione  Campania ha avviato un corso di formazione  rivolto ai vitivinicoltori irpini.
Il corso, dal titolo ”La Filiera Vitivinicola Irpina: qualità e sostenibilità”, ha avuto inizio nel marzo del 2014 ed è stato finalizzato all’accrescimento delle competenze degli operatori del settore sui diversi aspetti legati alla sostenibilità. Esso si è articolato in diverse lezioni, pratiche e teoriche, e si è focalizzato sul tema dell’utilizzo sostenibile  e consapevole delle  risorse naturali, nel rispetto delle norme vigenti in materia ambientale e di sicurezza  alimentare.
Tra i docenti del corso anche la dottoressa Elisa Novelli, per il Centro  di Ricerca OPERA, nei giorni del 16 e del 17 maggio a Montemarano (AV), che ha trattato l’argomento degli  indicatori di sostenibilità già in uso nella vitivinicoltura nazionale e internazionale. Agli approfondimenti teorici sono seguiti i casi pratici di alcuni indicatori: in particolare, il Carbon Footprint e Water Footprint presenti nell’etichetta VIVA.
Giovedì 22 e venerdì 23 maggio, la dottoressa Chiara Corbo, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, si è occupata, invece, di certificazioni ed ecolabel.
Il 29 e 30 maggio, la dottoressa Lucrezia Lamastra, ricercatrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, ha approfondito alcuni aspetti legati al greening e ha proposto come studio di caso l’azienda irpina “Mastroberardino”, che ha intrapreso un percorso di sostenibilità, ottenendo l’etichetta VIVA per due dei suoi prodotti. 

 





Elisa Novelli, PhD

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