Faq

F.A.Q.

Domande e Risposte

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1. Quali aziende possono partecipare a VIVA?

Il progetto VIVA è aperto a tutte le aziende vinicole e vitivinicole presenti sul territorio nazionale e che vogliono intraprendere un percorso di sostenibilità.

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2. C’è una Certificazione VIVA specifica per le aziende Biologiche e Biodinamiche?

No, il protocollo VIVA è applicabile a tutte le aziende (Agricoltura Tradizionale, Agricoltura Integrata, Agricoltura Biologica, Agricoltura Biodinamica). Si valutano gli aspetti di sostenibilità nel loro complesso che sono trasversali alle tecnologie utilizzate.

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3. Il progetto VIVA è in conflitto con gli altri programmi di sostenibilità realizzati a livello nazionale?

No, l’obiettivo del progetto VIVA e del Ministero dell’Ambiente è di misurare la sostenibilità e renderla oggettiva al giudizio dei cittadini. Per questa ragione il progetto armonizza l’utilizzo di indicatori ambientali, già ampiamente utilizzati sia a livello nazionale che internazionale, fornendo delle linee guida per l’applicazione sul territorio nazionale.

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4. Cosa devo fare per aderire?

Per partecipare al progetto VIVA, l’azienda vitivinicola interessata dovrà richiedere al Ministero dell’Ambiente la firma di un Accordo Volontario che sancisce l’adesione al progetto stesso. Per visualizzare la procedura clicca (qui).

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5. Quali sono i costi che le aziende devono sostenere?

Non vi sono costi di adesione, la firma dell’accordo volontario è completamente gratuita.

In seguito all’adesione, l’azienda dovrà provvedere ad effettuare la valutazione degli indicatori VIVA procedendo in modo autonomo (se ha le competenze necessarie all’interno dell’azienda) o appoggiandosi a dei consulenti esterni.

Completata la procedura di elaborazione, se l’azienda vorrà comunicare al pubblico i risultati dell’analisi, dovrà procedere anche con la certificazione dei risultati rivolgendosi ad un ente terzo indipendente.

I costi sono quindi legati alle spese di elaborazione e certificazione dei risultati.

Qui una stima dei potenziali costi indiretti.

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6. A chi si può rivolgere un’ azienda che ha bisogno di chiarimenti per l’analisi dei 4 indicatori e per l’utilizzo dei software ACQUA, TERRITORIO e VIGNETO ai quali si può accedere solo dopo aver siglato l’ Accordo Volontario con il Ministero dell’Ambiente e ricevute le credenziali?

L’azienda, per ciascun indicatore, può contattare via email i referenti indicati al link:

L’azienda riceverà una risposta entro tre giorni lavorativi dalla data di richiesta/chiarimento effettuata.

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7. Esistono dei consulenti accreditati ad operare nel progetto VIVA?

Non esiste un processo di accreditamento dei consulenti, ma il Ministero suggerisce alle aziende di rivolgersi a consulenti che hanno seguito il corso di formazione “VIVA Sustainable Wine-le procedure di applicazione, verifica e comunicazione” ed i successivi aggiornamenti. Si precisa inoltre che il Ministero dell’Ambiente non ha rapporti preferenziali con nessun consulente/società di consulenza né conferisce mandati specifici.

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8. Gli indicatori fanno riferimento a norme o standard riconosciuti a livello internazionale?

Si, l’Indicatore ARIA fa riferimento alle:

  • UNI EN ISO/TS 14067: per l’applicazione della Carbon footprint di prodotto;

  • UNI EN ISO 14064.1: per quanto riguarda l’Inventario delle Emissioni di Gas ad Effetto serra.

L’indicatore ACQUA è stato strutturato sulla base del Water Footprint Network

L’indicatore VIGNETO è stato strutturato prendendo in considerazione la Direttiva 2009/128/CE sull’uso sostenibile dei fitofarmaci e sulle linee guida indicate dall’O.I.V. definite dalla guida CST 1-2008.

L’indicatore TERRITORIO prende come riferimento le Linee guida Sustainability Reporting Guidelines GRI G 3.1

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9. Quali sono le competenze necessarie per l’applicazione dei disciplinari?

L’indicatore ARIA richiede competenze legate alla valutazione di inventari di Gas ad Effetto Serra e ad analisi di Carbon footprint di prodotto.

L’indicatore ACQUA richiede competenze agronomiche legate alla valutazione dell’evapotraspirazione.

L’applicazione dell’indicatore VIGNETO richiede competenze agronomiche.

L’applicazione dell’Indicatore TERRITORIO richiede una buona conoscenza dei processi aziendali.

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10. C’è una lista di Enti di certificazione abilitati per VIVA?

Sì, la lista aggiornata è consultabile qui: Enti di verifica.

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11. Un’azienda è obbligata ad effettuare la certificazione?

No, ma nel caso in cui la certificazione non verrà effettuata, l’azienda non potrà comunicare al pubblico i risultati ottenuti né applicare l’etichetta al prodotto. Sarà possibile comunicare la sola adesione al progetto.

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12. Cosa rilascia il Ministero dell’Ambiente in seguito alla certificazione dei risultati da parte di ente terzo indipendente?

Bisogna distinguere due casi a secondo della tipologia di analisi, effettuata ovvero se di prodotto o aziendale.

Nel caso di un’analisi di prodotto:

  • Il Ministero rilascia un’etichetta VIVA di prodotto, che può essere applicata direttamente sullo stesso.

Nel caso di un’analisi aziendale:

  • Il Ministero rilascia un’etichetta VIVA aziendale, da poter utilizzare sul sito o sul materiale informativo relativa all’azienda. Tale etichetta non potrà essere applicata sui prodotti.

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13. Il progetto VIVA prevede un tipo di comunicazione sul prodotto?

Sì, solo a seguito dell’analisi e successiva certificazione di prodotto e avallo da parte del MATTM, sarà possibile apporre sulla bottiglia l’etichetta VIVA scaricabile attraverso il software online VIVA (cliccare su «ARCHIVIO», «CERTIFICATO», scorrere la pagina «CERTIFICATO DI PRODOTTO» e cliccare su ETICHETTA «FISICA» per effettuare il download di etichetta e del codice QR). L’uso dell’etichetta è regolato dal Disciplinare Etichetta (allegato B al Disciplinare Tecnico VIVA). Vedi la procedura dettagliata finalizzata all’ottenimento dell’etichetta qui (Procedura).

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14. Qualora sia effettuata un’analisi di tipo aziendale è possibile comunicarla sul prodotto?

No, l’azienda a seguito dell’analisi riceverà l’etichetta VIVA da poter utilizzare sul sito o sul materiale informativo relativo all’azienda. Questa etichetta non potrà essere applicata sui prodotti, come riportato nel Disciplinare Etichetta (Allegato B al Disciplinare Tecnico VIVA), ma sarà possibile riportare in etichetta, sui prodotti aziendali destinati al mercato nazionale, la dicitura: “nome dell’azienda è certificata VIVA-La Sostenibilità nella Vitivinicoltura in Italia-programma promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare”, mentre sui prodotti destinati al mercato internazionale “nome dell’azienda is certified VIVA-Sustainability and Culture-the Sustainable Viticulture Program promoted by the Italian Ministry for the Environment, Land and Sea”.

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15. L’azienda in che modo può comunicare l’adesione al progetto?

L’adesione al progetto potrà essere comunicata con un comunicato stampa condiviso tra azienda e Ministero dell’Ambiente, su materiale informativo e sul sito aziendale.

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16. L’etichetta ha una validità temporale?

Si, può essere utilizzata dall’azienda per due anni dalla data di certificazione. Dopodiché sarà necessario rinnovare la valutazione e la certificazione.

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17. I risultati delle analisi saranno resi pubblici?

Si, se l’azienda, ultimata la certificazione, vuole utilizzare l’etichetta del progetto sul prodotto analizzato. L’etichetta VIVA prevede un QR code che rimanda ad un’etichetta digitale, che riporta il resoconto dei risultati, visibile sul sito del progetto www.viticolturasostenibile.org.

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18. I risultati ottenuti dalle varie aziende sono confrontabili?

No, l’unico confronto potrà essere effettuato rispetto alle prestazioni della stessa azienda o dello stesso prodotto rispetto agli anni precedenti. Due prodotti diversi o due aziende diverse non sono confrontabili.

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19. In quale modo si garantisce la validità scientifica dell’approccio metodologico adottato?

È in vigore una revisione periodica degli strumenti, effettuata da un comitato scientifico, volta ad aumentarne l’efficienza e la credibilità internazionale.

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20. Altri protocolli di sostenibilità nazionali ed esteri, possono utilizzare gli indicatori messi a punto con il progetto VIVA?

Si, se le aziende che li utilizzano aderiscono al programma VIVA.

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21. Esiste un’etichetta per il mercato internazionale?

Sì, come le etichette destinate al mercato nazionale, quella internazionale è generata automaticamente dal software online VIVA, al momento dell’avallo della certificazione VIVA da parte del Ministero dell’Ambiente. L’etichetta cita il nome in inglese del progetto: VIVA “Sustainability and Culture” ed è accompagnata da un codice QR. Mentre non è consentito l’uso dell’etichetta VIVA internazionale per il mercato nazionale, un’azienda può decidere, qualora la legislazione del Paese dove esporta il prodotto lo consenta di utilizzare l’etichetta VIVA per il mercato nazionale anche per il mercato internazionale.

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22. La certificazione VIVA è riconosciuta all’estero, sono in atto interventi di internazionalizzazione?

Il mercato del vino, soprattutto in alcuni Paesi, è legato ai monopoli. Per questo motivo è in corso il dialogo con i responsabili della sostenibilità di SAQ, il monopolio del Canada-Québec e di Systembolaget, monopolio svedese per la vendita di alcolici (che ha visitato alcune aziende VIVA nell’agosto 2017). Al fine del riconoscimento della certificazione VIVA all’estero, è stata siglata una lettera d’intenti con Foreign Trade Association (FTA)- Business Social Compliance Initiative (BSCI)-Sustainable Wine Program, che ha come clienti le principali catene di distribuzione e monopoli del Nord Europa: Tuko Logistics, Kesko, Systembolaget, Dansk Supermarkt, El Corte Ingles, Aldi Nord, ALKO, Vinmonopolet, REWE, METRO.

L’obiettivo è di far riconoscere il Programma VIVA come criterio premiante nella scelta dei fornitori.

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23. In che modo VIVA s’interfaccia con l’evoluzione degli standard europei ed internazionali?

Gli indicatori di sostenibilità del progetto VIVA sono periodicamente aggiornati, tenendo conto dell’evoluzione degli standard europei ed internazionali di settore. Si citano a tal proposito la metodologia PEF (Product Environmental Footprint) e gli ultimi aggiornamenti dello standard ISO 14046 per il calcolo del Water Footprint. È importante però ricordare che, al contrario di VIVA, tali standard non considerano la valutazione degli impatti sociali ed economici, che invece sono elementi determinanti del nostro progetto.

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24. La certificazione VIVA, considera anche, nella valutazione degli impatti ambientali, gli aspetti collegati alla biodiversità?

Sì, e lo fa attraverso un modello di studio e valutazione delle buone pratiche atte a mantenere e favorire l'insediamento di specie autoctone con una metodologia che è valutativa e allo stesso tempo educativa. Tale analisi, che include tra le altre la valutazione della manutenzione degli habitat naturali, di zone vegetate e boschive, permette di considerare la protezione e promozione della biodiversità nel suo complesso, evitando lo screening di singole specie che non possono ritenersi esaustive, data l'ampia variabilità che caratterizza flora e fauna delle diverse zone.

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25. Il progetto VIVA include dei benchmark?

Gli indicatori di VIVA, ACQUA, ARIA e VIGNETO non prevedono un benchmark a livello nazionale, in quanto per le diverse caratteristiche del territorio italiano, i benchmark sono declinati a livello regionale laddove esistano specifici programmi territoriali che utilizzano VIVA come sistema di misura delle prestazioni ambientali e sono avallati da un comitato scientifico. È questo ad esempio il caso del progetto siciliano SOStain, che include VIVA tra i criteri minimi di sostenibilità, insieme a vincoli su trattamenti autorizzati, limiti al contenuto di residui e solforosa nei vini, inerbimento obbligatorio dei vigneti (invernale), uso di tecnologie energeticamente efficienti, limiti al peso delle bottiglie, impiego di risorse locali, misura quantitativa della biodiversità, utilizzo di materiali eco-compatibili nel vigneto, trasparenza nella comunicazione, utilizzo dei calcolatori VIVA.

L’indicatore TERRITORIO invece, rappresenta di per sé un benchmark in quanto un’azienda deve soddisfare tutti i requisiti dell’indicatore al fine di ottenere la certificazione di sostenibilità VIVA.

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26. Per la compilazione degli indicatori è necessario caricare i dati di input singolarmente?

L’applicativo online VIVA permette il caricamento di diversi dati esterni: il Quaderno di Campagna, le mappe pedologiche, gli appezzamenti e i dati meteo. I dati di campagna (es. pratiche agricole, rilievo dati metereologici, usi dei prodotti fitosanitari) vengono di norma registrati nelle aziende agricole in documenti elettronici che prendono il nome di Quaderni di Campagna. Per tale motivo l’applicativo web presenta una funzionalità specifica che permette di importare alcuni dei più comuni formati dei Quaderni di Campagna (Vite.net e Imageline), in questo caso l’utente non deve modificare il formato di caricamento da questi software perché essi sono già compatibili con VIVA. Inoltre è possibile importare qualunque quaderno di campagna, purché i suoi dati siano adattati e formattati come da template VIVA scaricabile dal sito web.

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